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THEY EARN MORE AND MORE

London Financial District


La notizia è da far cadere le braccia: secondo il quotidiano Guardian gli stipendi base dei dirigenti delle più grandi imprese britanniche sono aumentati del 10% nel 2008, anno in cui la finanza ha navigato a vista travolta dalla bufera della recessione economica.

Nonostante la crisi che ha fatto perdere alle imprese del mondo almeno un terzo del loro valore, nonostante i migliaia di posti di lavoro bruciati ovunque, nonostante le promesse di autoridursi i salari, gli uomini d’affari delle società che contano nella City di Londra alla fine dei giochi continuano a guadagnare come sceicchi.

Stock Exchange


La ricerca pubblicata dal Guardian ha preso in esame le buste paga dei membri dei consigli d’amministrazione delle 100 società incluse nell’indice Financial Times Stock Exchange (FTSE), ovvero la “premier league del mondo degli affari britannico”.

I manager - si legge nella ricerca - hanno ricevuto bonus complessivamente inferiori, ma hanno beneficiato di salari base più alti, con aumenti quasi del 10%, mentre gli stipendi dei comuni mortali nel settore privato sono saliti in media del 3,1%. “Tutto questo - scrive il Guardian - è avvenuto quando molte compagnie stavano congelando gli stipendi al personale e avviando programmi di licenziamenti per ridurre i costi”.

Non solo, i dati rivelano che i 10 uomini d’affari più pagati delle corporation, sguazzano sempre più nell’oro: questa elite di nababbi lo scorso anno ha portato a casa 170 milioni di steriline in stipendi complessivi, quando nel 2007 il gruzzolo ammontava a 140 milioni e cinque anni fa “solo” a 70 milioni.

Tuttavia se si prendono in esame le buste paga, questi signori d’oltremanica guadagnano oggi il 5% in meno rispetto a dodici mesi fa perché i bonus che percepivano sono diminuiti. Verrebbe quasi da dire: poverini.

La realtà non è così: la paga base di un dirigente di una società che emette titoli di alto valore si aggira mediamente oggi a 791 mila sterline all’anno. Se però si aggiungono bonus e benefits vari (che spaziano da macchina e autista pagati dall’azienda a sconti dal dentista e sulle rette scolastiche per i figli), l’intera busta paga sale a dismisura:

“Nel 2008 - scrive il Guardian – circa un quarto dei dirigenti che fanno parte dell’indice FTSE100 hanno avuto stipendi in eccesso di 5 milioni di sterline e oltre 22 dirigenti hanno salari base più alti di un milione”.

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NO FESTIVAL NO PARTY

Festival


La recessione economica sta mettendo a rischio i festival estivi delle citta' di mezza America perche' gli organizzatori hanno difficolta' a trovare sponsor disposti a investire denaro su queste manifestazioni.

Boston, scrive il quotidiano Usa Today, potrebbe perdere il tradizionale festival italiano di luglio: una tre giorni che va avanti da 15 anni con musica, cibo e una gara a chi mangia piu' salsicce.

''E' dura trovare sponsor che coprano i 90.000 dollari necessari per la manifestazione'', ha detto un membro di Italia Unita, organizzazione culturale che coordina l'evento.

Il festival del blues di San Francisco e' stato cancellato per la prima volta dal 1973 a causa dell'aumento dei costi della manifestazione e il calo degli sponsor.

A Toledo, in Ohio, l'Art Tatum Jazz Heritage Festival era previsto per questo giugno e invece non si terra' per mancanza di fondi.

A Bismarck, in North Dakota, il Freedom Fest, la celebrazione locale del 4 luglio, e' stata bloccata perche' l'amministrazione della citta' non si puo' permettere di spendere i 10.000 dollari necessari per il festival.
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HIGH ALTITUDE WIND POWER

High Altitude Wind Power


Centrali eoliche sospese nel cielo come mongolfiere potrebbero intercettare la potenza che il vento genera ad alta quota e fornire energia elettrica sufficiente all'intera Manhattan, scrive oggi il sito web della rivista Wired.

Secondo uno studio dell'universita' della California, le centrali eoliche di New York collocate a terra producono meno di un kilowatt per metro quadro di area coperta.

Nel cielo di New York invece grazie alla maggiore potenza del vento, l'energia prodotta potrebbe essere sedici volte superiore, fino a 16 kw.

Oggi sono allo studio due modelli sperimentali per sfruttare l'energia eolica ad altezze che vanno dai 490 ai 12.000 metri.

Il primo e' una vera e propria centrale sospesa nel cielo, che manda l'energia a terra con un cavo conduttore.




Il secondo assomiglia piu' a un aquilone, che trasmette a terra l'energia meccanica, dove si trasforma in energia elettrica.




''Siamo davanti a una risorsa fenomenale'', ha detto uno dei ricercatori. ''Lassu' c'e' tanta energia. Il vento non soffia in modo persistente come speravamo e non risolvera' tutti i nostri problemi energetici, ma avra' un ruolo importante''.
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GENERAL MOTORS AUTOBOT

Chevrolet Camaro Bumblebee


General Motors
punta sui Transformers per farsi pubblicita' e frenare la crisi: nel nuovo film prodotto da Steven Spielberg, in uscita il 26 giugno negli Usa, molti robot hanno le sembianze di automobili Chevrolet prima di trasformarsi in giganti da combattimento.

In base a un accordo firmato nel 2007 in occasione del primo film dei Transformers, General Motors ha fornito le proprie auto anche per le riprese del secondo episodio dei celebri robot, intitolato 'Revenge of the Fallen'.

Nella pellicola sono impiegate 67 vetture Chevrolet: 52 prototipi sperimentali (come la concept car 'Corvette Stingray') e altre, come la 'Volt', di imminente uscita sul mercato.

Secondo il quotidiano Usa Today, il regista Michael Bay ha ammesso qualche difficolta' nei rapporti con la casa automobilistica Usa, in piena bancarotta. ''Ogni tanto pensavo: faremmo meglio a farci pagare in fretta, prima che falliscano''.

Chevrolet non ha ancora rivelato la cifra sborsata per fornire le vetture alla pellicola.''Nonostante stiamo riducendo le spese per tutte le promozioni, per noi Transformers e' un ottimo investimento pubblicitario'', ha spiegato Steve Janisse, portavoce di Chevrolet.''Dobbiamo pur sempre vendere i nostri veicoli sul mercato''.

''Nel primo film il robot Bumblebee aveva le sembianze di una Chevrolet 'Camaro'. Risultato: abbiamo un boom di prevendite per la nuova versione 2010 della vettura'', ha aggiunto Janisse.
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SOCIAL MEDIA EDITOR

Blog


Per la prima volta nella storia del quotidiano New York Times e' stata nominata una redattrice responsabile del settore dei social media.

Non a caso Jennifer Preston ha annunciato la nomina con un messaggio su Twitter. ''Ciao a tutti, sono la nuova redattrice dei social media del New York Times. Presto avrete piu' dettagli'', ha esordito la giornalista.

Preston, secondo un comunicato interno alla redazione del New York Times, avra' il compito di ''aumentare l'uso dei social network e pubblicare piattaforme in grado di migliorare il giornalismo del New York Times e di diffonderlo ai lettori''. ''Ci aiutera' ad espandere il nostro pubblico attraverso social network come Twitter, Facebook, YouTube, Flickr e Digg'', afferma un comunicato interno del New York Times.

''Dobbiamo cogliere e comprendere - spiega il comunicato - quella fascia enorme di utenti che ci legge non andando a comprare il giornale o visitando il sito web, ma attraverso gli avvertimenti via web ('alerts') o le segnalazioni di parenti e amici''.
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DOLLAR FOOD

one dollar

Numerose compagnie alimentari degli Stati Uniti stanno pubblicizzando con sempre maggiore enfasi porzioni singole di cibo da un dollaro o meno.


Questi prodotti, scrive il quotidiano Usa Today, sono destinati a quella fascia, sempre piu' consistente, di americani che preferiscono il pasto in casa al ristorante o fast food.

Kraft
ha lanciato in Tv e sul web spot di cheeseburger da un dollaro.

Unilever il prossimo mese offrira' 25 milioni di coupon per promuovere hamburger da 85 centesimi.

Wal-Mart
vende prodotti per la colazione da un dollaro per scoraggiare la colazione nei fast-food, che puo' costare fino a 5 dollari.

La
Campbell sta promuovendo in alcuni negozi una versione da un dollaro della sua famosa zuppa.

Secondo
Usa Today l'iniziativa delle compagnie alimentari sarebbe una risposta al successo dei negozi gia' esistenti che vendono prodotti di ogni tipo da un dollaro.

Questi negozi sono sempre piu' frequentati, in questo periodo di crisi economica, anche da clienti con redditi elevati.
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COVER PRICE

Newsweek Recession


Il settimanale americano Newsweek da oggi aumenterà il prezzo di copertina di un dollaro, passando da 4.95 a 5.95 $.

Secondo il piano editoriale rivelato dall' amministratore delegato Tom Ascheim e dal caporedattore (e vincitore del premio Pulitzer) John Meacham, anche gli abbonati dovranno spendere di piu': in media essi dovranno sborsare 80 centesimi per copia contro i 47 attuali.

Produrre e distribuire
Newsweek, ha spiegato Meacham, costa almeno 1 dollaro a copia. Newsweek ha garantito agli inserzionisti di raggiungere 2,6 milioni di copie vendute alla settimana; eppure, secondo le previsioni fornite dal quotidiano New York Post, la rivista è destinata a scendere a 1,9 milioni di copie a luglio, per poi crollare a 1,5 milioni a gennaio 2010.

Di fronte a un probabile calo di vendite, la direzione ha deciso di cambiare il contenuto del settimanale. "Non possiamo continuare a vendere sempre lo stesso prodotto, con la crisi che sta colpendo tutto il mondo dell'editoria", ha spiegato Meacham.

Meacham e Ascheim intendono mettere al centro del nuovo Newsweek idee e opinioni, per portare la rivista all'attivo di bilancio; per questa ragione il racconto dei fatti di maggiore rilevanza avvenuti nell'arco della settimana dovrebbe passare in secondo piano.

Di conseguenza l'organizzazione dei contenuti sarà modificata. Newsweek avrà quattro sezioni principali: "Scope" rimpiazzerà la vecchia rubrica "Periscope", "The Take" riunirà tutti gli articoli firmati dagli opinionisti ("columnists") del settimanale.

Ci saranno storie più lunghe accompagnate da sequenze fotografiche. La pagina della cultura prevede articoli di spettacolo, tv e cinema ma con meno recensioni.

La direzione ha proposto e sperimentato la ventata di innovazioni sul sito web della rivista.
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