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TALIBANS' SHOP TILL YOU DROP

Infra-Red flag


In Afghanistan e in Pakistan i talebani avrebbero acquistato su internet per pochi dollari alcuni prodotti di tecnologia militare degli Stati Uniti che avrebbero consentito ai guerriglieri di sopravvivere agli attacchi degli aerei americani.

Il quotidiano Washington Times ha pubblicato oggi un'indagine del Government Accountability Office (Gao) secondo la quale i talebani si sarebbero procurati sul web per 10 dollari stemmi che rivelano una bandiera americana se illuminati con gli infrarossi per evitare il ''fuoco amico'' durante le battaglie notturne.

I guerriglieri avrebbero attaccato questi simboli, di proprieta' esclusiva del governo Usa, alle uniformi per far credere di essere amici, oppure per consentire ai propri kamikaze di avvicinarsi ai bersagli americani.

Il Gao, comprando sul web questi distintivi con una semplice carta di credito, nomi falsi e una societa' di facciata, ha dimostrato quanto sia facile entrare in possesso di questi prodotti militari fabbricati negli Usa e poi spedirli oltreoceano.

Questo mercato, secondo un funzionario del Gao rappresenta ''una minaccia piu' grave di un attacco suicida''.
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TEENAGER IN GUANTANAMO

Man in a Box


Un afghano detenuto a Guantanamo da oltre sei anni, ne aveva 12 quando e' iniziata la sua prigionia, e non 16 o 17 come riporta la documentazione ufficiale, afferma il rapporto di una commissione afghana per la tutela dei diritti umani diffuso oggi anche a Washington.

Mohammed Jawad non era nemmeno adolescente quando e' stato arrestato nel 2002 dalla polizia afgana. Come molti afghani che vivono in condizioni di estrema poverta', anche Jawad non conosceva la sua esatta data di nascita, afferma il rapporto.

Jawad era accusato di aver preso parte a un attacco a Kabul in cui erano stati feriti da granate due soldati americani e il loro interprete afgano. Jawad era finito in galera in Afghanistan, per poi essere trasferito nel 2003 nel carcere militare americano di Guantanamo a Cuba.

Jawad, spiega la commissione afghana, avrebbe anche subito abusi e torture prima dalla polizia afghana e poi dalle guardie del penitenziario americano. La commissione, mentre cercava di ottenere il rilascio e il rimpatrio del ragazzo, ha chiesto alla madre quale fosse l'evento piu' importante vicino alla nascita di Jawad che ricordava.

La donna ha risposto che il ragazzo era nato sei mesi dopo la morte di suo padre: questa sarebbe avvenuta nel 1991 in una battaglia nella citta' di Khost.

Una petizione a nome di Jawad e' stata presentata questo mese alla corte Suprema afgana, da due avvocati americani, per indurre il presidente Hamid Karzai ad intervenire per il rilascio. ''Abbiamo cercato di sollevare la questione davanti al governo afghano e americano in passato, ma senza successo'', ha affermato Nader Nadery, membro della commissione.
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MARINE MOTORCYCLE DEATHS

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Nel 2008 tra i ''marines'' il numero delle vittime di incidenti in moto sulle strade degli Stati Uniti e' stato superiore a quello dei morti in Afghanistan o in Iraq.

Il Pentagono ha rivelato che lo scorso anno i marines morti in moto sono stati 25, contro i 21 uccisi in azione in Afghanistan e i 22 in Iraq. Per l'intero esercito i morti sulle due ruote sono stati, sempre nel 2008, invece 51.

Per combattere il problema, il Pentagono ha messo a punto una serie di corsi per prevenire le abitudini dei motociclisti ad alto rischio.
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