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CIA INTERROGATIONS

Waterboarding


La Cia sta facendo pressioni sull'amministrazione Obama per mantenere coperti dal segreto di Stato parti significative di un rapporto interno sugli interrogatori duri condotti dall'agenzia, hanno rivelato due ufficiali dell'intelligence al quotidiano Washington Post.

La Cia starebbe insistendo per eliminare dal rapporto i passaggi che descrivono, con tanto di filmati, procedure e metodi con cui l'agenzia interrogava i detenuti.

Questo materiale se divulgato potrebbe mettere in pericolo le attuali operazioni antiterrorismo e la sicurezza degli Stati Uniti, secondo i due ufficiali.

Alcuni membri della Cia starebbero cercando di impedire la pubblicazione integrale del rapporto, afferma il giornale citando alcuni ex funzionari, per evitare rivelazioni imbarazzanti per l'agenzia e scongiurare l'istituzione una commissione d'indagine sulle politiche della precedente amministrazione Bush.

Il documento, preparato 5 anni fa dall'ispettore generale della Cia, e' il piu' accurato resoconto ufficiale sui metodi di interrogatori dell'agenzia verso i sospetti terroristi.

Nel 2008 tuttavia, a seguito di una causa intentata dall'Unione per la liberta' civili americane che si era appellata al Freedom of Information Act (la legge che regola l'accesso ai documenti pubblici), era uscita una versione del rapporto Cia pesantemente censurata con pagine mancanti e paragrafi pieni di cancellazioni in nero.

Un mese fa l'amministrazione Obama ha promesso una revisione del documento, di oltre 100 pagine e sei appendici, ed entro questo venerdi' potrebbe pubblicare nuovo materiale.
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TEENAGER IN GUANTANAMO

Man in a Box


Un afghano detenuto a Guantanamo da oltre sei anni, ne aveva 12 quando e' iniziata la sua prigionia, e non 16 o 17 come riporta la documentazione ufficiale, afferma il rapporto di una commissione afghana per la tutela dei diritti umani diffuso oggi anche a Washington.

Mohammed Jawad non era nemmeno adolescente quando e' stato arrestato nel 2002 dalla polizia afgana. Come molti afghani che vivono in condizioni di estrema poverta', anche Jawad non conosceva la sua esatta data di nascita, afferma il rapporto.

Jawad era accusato di aver preso parte a un attacco a Kabul in cui erano stati feriti da granate due soldati americani e il loro interprete afgano. Jawad era finito in galera in Afghanistan, per poi essere trasferito nel 2003 nel carcere militare americano di Guantanamo a Cuba.

Jawad, spiega la commissione afghana, avrebbe anche subito abusi e torture prima dalla polizia afghana e poi dalle guardie del penitenziario americano. La commissione, mentre cercava di ottenere il rilascio e il rimpatrio del ragazzo, ha chiesto alla madre quale fosse l'evento piu' importante vicino alla nascita di Jawad che ricordava.

La donna ha risposto che il ragazzo era nato sei mesi dopo la morte di suo padre: questa sarebbe avvenuta nel 1991 in una battaglia nella citta' di Khost.

Una petizione a nome di Jawad e' stata presentata questo mese alla corte Suprema afgana, da due avvocati americani, per indurre il presidente Hamid Karzai ad intervenire per il rilascio. ''Abbiamo cercato di sollevare la questione davanti al governo afghano e americano in passato, ma senza successo'', ha affermato Nader Nadery, membro della commissione.
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