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HOW EUROPE SEES USA

Barack


Gli italiani hanno un'opinione
complessivamente migliore rispetto a buona parte del resto d'Europa sull'influenza che gli Usa esercitano nel mondo.

La
grande maggioranza degli europei vede comunque come una svolta positiva per il mondo l'elezione di Barack Obama alla Casa Bianca.

Lo indica un'analisi americana, condotta dalla societa' Gfk e pubblicata sul Wall Street Journal, che ha preso in considerazione un campione di oltre 18.000 persone in 18 paesi (16 europei, piu' Russia e Usa).

A tutti e' stato chiesto cosa
pensano dell'influenza dell'America sul mondo in generale e riguardo a specifici argomenti: politica, cinema e televisione, cucina, sport, musica, moda.

Il ritratto che gli europei danno dell'America, scrive il
Wall Street Journal, e' complesso: ''la maggioranza detesta il cibo americano e i due terzi di loro non ha apprezzato per niente la politica degli Usa negli ultimi 5 anni. Pero' moltissimi in Europa amano il nostro cinema e soprattutto il nostro nuovo Presidente''.

In media il 32% degli europei intervistati considera negativa
l'influenza esercitata dagli Usa, e solo il 26% la pensa diversamente.

Il 39% degli italiani interpellati invece ha
dichiarato di apprezzare la cultura americana (gli inglesi che
hanno dato la stessa risposta sono il 38%), contro il 25% che ha dato parere negativo.

In Europa i piu' feroci critici degli Usa sono i greci (58%
dei pareri negativi), seguiti dai russi (45%).

Per Barack Obama invece il sondaggio e' stato un plebiscito:
l'82% degli italiani (e dei tedeschi) intervistati ritiene la nuova presidenza un fatto ''positivo'' o ''molto positivo''. In Belgio e Svezia si arriva addirittura all'84% dei consensi.
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DISAPPEARING WIND

Wind Energy


In vaste zone degli Stati Uniti, dal New England alle Grandi Pianure, nel corso degli anni i venti sono calati al punto che, a detta di alcuni esperti , in futuro potrebbero cessare del tutto.
Una delle cause del fenomeno, che porterebbe ripercussioni alla produzione di energia eolica, potrebbe essere il surriscaldamento globale ('global warming').

Per ora l'idea che i venti stiano scomparendo e' piu' un'ipotesi che un dato di fatto, ma uno studio unico nel settore realizzato da alcuni scienziati dell'atmosfera delle universita' di Indiana e Iowa, segnala che la velocita' massima e media del vento e' andata calando considerevolmente dal 1973, soprattutto nel Midwest e nelle regioni ad est del Mississipi.

''In alcune zone del Midwest la velocita' del vento e' calata del 10% o piu' nell'arco di 10 anni, con tutti gli effetti che ne conseguono in termini di quantita' di energia ricavata da impianti eolici. In Iowa il numero di giorni con vento basso o senza vento e' aumentato di molto'', ha detto uno degli scienziati.

''Il calo maggiore si e' verificato in Ohio, Indiana, Michigan, Illinois, Kansas, Virginia, Lousiana, Maine e Montana''.


Lo studio, segnalato oggi da Reuters, sara' pubblicato in agosto sulla rivista americana di Geofisica. Secondo gli autori e' ancora presto per dire il calo progressivo del vento sia dovuto all'effetto serra, ma l'analisi ha comunque il merito di mostrare un possibile ed inedito effetto del global warming.


Il surriscaldamento globale, spiegano gli scienziati, fa riscaldare i poli della terra di piu' e piu' velocemente del resto del pianeta. La differenza di temperatura tra poli ed equatore si abbassa e con essa la differenza di pressione atmosferica tra le due aree: piu' bassa e' questa differenza, minore e' il vento.


''In ogni caso si tratta di ancora una ipotesi e non abbiamo ancora la prova definitiva - ragionano gli scienziati - che sia il global warming a far calare i venti''.
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