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MUSLIM SEARCH ENGINE

ImHalal


In appena due settimane dal lancio, ImHalal.com, il primo motore di ricerca per musulmani, ha attirato oltre 500.000 utenti, diventando un fenomeno del web. Il sito contrassegna i contenuti online che possono essere considerati “haraam”, ovvero vietati, dai credenti dell’Islam

“Abbiamo creato ImHalal.com - ha spiegato al Times Reza Sardeha, responsabile del sito - per consentire ai musulmani di navigare in internet in modo sicuro e pulito”.

In realtà anche molti utenti non musulmani hanno apprezzato il motore di ricerca. “Molti di loro - prosegue Sardeha - ci hanno inviato commenti positivi. Alcuni hanno impostato ImHalal.com come homepage, per consentire ai figli di usare la Rete senza imbattersi in cose sconce”.

ImHalal.com assegna ai termini di ricerca che sono digitati dagli utenti un “livello haraam”, ovvero un grado di probabilità di incontrare contenuti proibiti secondo le leggi islamiche. Se un termine è considerato sicuro, il risultato della ricerca si apre immediatamente sotto forma di pagina web. Se invece, tanto per fare un esempio, si digita la parola “maiale”, animale che non può essere mangiato dai musulmani, ImHalal.com assegna al termine “maiale” un livello di “haraam” pari a 1. Il massimo dell’offesa è 3, raggiunto dal termine “porno”, uno dei più cliccati del web.

All’utente la scelta finale: infischiarsene dell’avvertimento e vedere i risultati lo stesso, oppure lasciar perdere la ricerca.

“Puntiamo a far diventare ImHalal.com - conclude Sardeha - uno dei primi tre motori di ricerca più usati al mondo”. Sarà un’impresa battere i colossi Google, Yahoo e Bing.

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ALGORITHM TO DECIPHER

ancient text


Un gruppo di ricercatori israeliani sostiene di aver sviluppato un programma per computer in grado di decifrare testi antichi fino ad oggi considerati illeggibili. La scoperta, osserva l’agenzia Reuters, potrebbe segnare un progresso nell’archeologia e aprire la strada a una sorta di motore di ricerca in stile Google per documenti storici.

Il software messo a punto dal team israeliano è basato su un algoritmo simile a quelli utilizzati dai programmi che si trovano nei computer delle forze dell’ordine per identificare e comparare le impronte digitali. L’obiettivo del team dell’Università Ben-Gurion del Negev è scoprire il significato di lettere e parole, anche scritte a mano, impresse in manoscritti facendo risparmiare agli studiosi ore e ore di studio per ogni documento.

“Con l’algoritmo che abbiamo elaborato il computer può ricreare con accuratezza porzioni di testo andate perdute con il passare dei secoli”, ha detto Itay Bar-Yosef, uno dei ricercatori coinvolti nel progetto. “Più testi il programma analizza, più diventa veloce e accurato”, ha aggiunto.

Il computer esamina copie digitali dei manoscritti, assegnando valori numerici a ogni pixel di scrittura, a seconda di quanto è scuro. Separa gli scritti dallo sfondo e poi identifica linee, lettere e parole. Il programma riesce ad analizzare gli le scritture fatte a mano e lo stile: in questo modo è in grado di inserire le porzioni di testo mancanti in documenti sbiaditi dal tempo.

Secondo i ricercatori, che finora hanno lavorato in prevalenza su testi ebraici antichi, il programma potrebbe essere pronto per gli addetti ai lavori nel giro di due anni. In un’epoca in cui le biblioteche di tutto il mondo acconsentono alla creazione di copie digitali dei volumi che ospitano, il software israeliano potrebbe spingere colossi come Google o Microsoft a sviluppare un motore di ricerca per testi antichi.

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MOST DANGEROUS WEB KEY WORDS

Web


Chi digita su Google o altri motori di ricerca web parole comuni in inglese come 'free' (gratis), 'ringtones' (suonerie) o 'free music downloads' (scaricare musica gratis), rischia seriamente di subire un attacco informatico.

Una ricerca della compagnia di antivirus informatici americana McAfee ha individuato le parole e le definizioni piu' pericolose di Internet, che possono indirizzare gli utenti verso pagine web dove e' alta la probabilita' di attacchi di hacker.

I termini piu' rischiosi per McAfee sono: 'word unscrambler' (decifratore di parole), 'music lyrics' (testi di canzoni), MySpace, 'free music downloads', 'phelps'(il celebre nuotatore), 'game cheats' (trucchi per videogiochi), 'printable fill-in-puzzles' (puzzle da completare stampabili), 'solitaire' (solitario con le carte), free ringtones.

L'analisi e' stata realizzata esaminando 413.000 pagine web e 2.600 parole chiave digitate frequentemente su cinque importanti motori di ricerca: Google, Yahoo, Live, Aol e Ask.
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20 HOURS PER MINUTE

youtube_logo_red

Ogni minuto sono caricati su YouTube venti ore di video: si tratta di un nuovo record per il sito di condivisione di filmati in continua espansione.

''Nel 2007 gli utenti caricavano sei ore di video al minuto. A gennaio 2009 siamo arrivati a quota 15 ore. Adesso puntiamo a 24 ore ogni minuto'', ha detto Ryan Junee, manager di YouTube.

Google nel 2006 ha comprato YouTube per oltre un miliardo e mezzo di dollari. Nel corso degli anni la popolarita' del sito e' cresciuta al punto da ospitare sempre piu' materiale professionale, come interi spettacoli televisivi e film.
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IT'S GOOGLE

IT'S Google


Google
ha elaborato un algoritmo che consente alla compagnia del famoso motore di ricerca di prevedere quali dipendenti lasceranno l'azienda, percependone l'insoddisfazione.

Secondo il quotidiano Wall Street Journal la formula matematica messa a punto da Google
fa riferimento ad informazioni provenienti da rapporti dei colleghi, ricerche e sondaggi.

Google ha gia' provato l'algoritmo sui propri dipendenti, riuscendo a identificare quelli che non si sentono valorizzati e intendono licenziarsi. La societa' di Mountain View spera cosi' di prevenire eventuali fughe di cervelli.

''Siamo in grado di entrare nella mente delle persone addirittura prima che realizzino di voler abbandonare l'azienda'', ha detto Laszlo Bock, responsabile del settore risorse umane di Google.
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